17/03/2020
CORTISOLO, L’ORMONE DELL’ ADATTAMENTO

Espresso come glucocorticoide dalla corteccia surrenalica, il cortisolo è stato ed è tutt’ora additato come ormone malvagio per la composizione corporea.

Il cortisolo è un ormone di origine lipidica di derivazione dal colesterolo, dunque fa parte della famiglia degli ormoni steroidei.

Andiamo però ad analizzare brevemente le sue funzioni:

1) Metabolismo glucidico: le reazioni di glicogenolisi (con produzione di catecolamine e glucagone) e gluconeogenesi (con produzione di amminoacidi, glicerolo, lattato..), migliorano l’attività dei recettori GLUT4 sulle membrane cellulari adipose inducendo a lipolisi, ma se “sovrastimolate” interagiscono negativamente con la composizione corporea: un aumento costante della glicemia indotta dalla glicogenolisi può ridurre l’espressione di GLUT sulla membrana cellulare muscolare ed aumentarla su quella lipidica, causando un accumulo di trigliceridi ed un iniziale fase di accumulo di grasso sottocutaneo (viscerale ed epatico).

2) metabolismo lipidico: se sovrastimolato, il cortisolo inibisce la recettorialità GLUT e la ricercata lipolisi con liberazioni di acidi grassi liberi e glicerolo. Tutto ciò nel tempo crea situazioni di accumuli adiposi particolari zone del corpo, soprattutto su torace-viso-collo.

3) metabolismo proteico: se il cortisolo viene sovraesposto può creare uno stato di catabolismo proteico tissutale (per la via gluconeogenica). Un vero peccato per i nostri muscoli! Vengono sacrificati in vista di dispendiose fasi stressogene..! Riduce inoltre le proteine plasmatiche leganti gli ormoni (SHBG) e l’albumina.

4) equilibrio elettrolitico: in concomitanza con i mineralcorticoidi come l’aldosterone, alte dosi di cortisolo causa una ritenzione di sodio ed una espulsione di potassio ed acqua dai tubuli renali (con un aumento del filtrato glomerulare). Questo quadro agisce negativamente sulla composizione corporea (portando a stadi edemigeni e/o di versamento al di fuori dei letti vasali causando ritenzione idrica) e della salute: in concomitanza all’azione delle catecolamine, si crea vasocostrizione e conseguente aumento della pressione arteriosa e dell’attività adrenergica provocando sintomatologie come aumento della frequenza cardiaca e della gittata sistolica. Nel lungo periodo l’eccesso di stimolazione cortisolemica provoca alterazioni della Pressione arteriosa con un aumento della FA e della GC..un quadro poco confortante in chi soffre di malattie cardiovascolari e/o respiratorie (e non solo ovviamente). Il continuum dell’attività cortisolemica porta successivamente ad inibizione dell’attività del sistema nervoso simpatico e aumento della attività parasimpatica data dall’inibizione delle catecolamine, con liberazione dell’acetilcolina e ossido nitrico, vasodilatazione e diminuzione della pressione arteriosa. Vi è inoltre un’escrezione di calcio a livello renale ed una riduzione dello stesso a livello intestinale.

5) metabolismo osseo: inibisce l’assorbimento intestinale di calcio, aumentandone l’escrezione urinaria, con conseguente aumento del PTH e smantellamento delle riserve di calcio intra-ossee (provocando osteoporosi)

6) sistema immunitario: inibizione della risposta immunitaria con conseguente riduzione di linfociti, monociti, immuno-globuline (mancato contrasto con i patogeni), istamina (mancata formazione della diapedesi), linfociti B e T (mancato contrasto con i patogeni), la produzione di prostaglandine, la ciclossigenasi 2 (COX-2) e la fosfolipasi A2

7) sistema emotivo-comportamentale: depressione, ansia, disturbi mnemonici e psicosi

8) metabolismo ormonale: inibizione asse ipotalamo-ipofisi-TSH (diminuiscono produzione di TSH e convertono T4 in T3), inibizione della pulsalità di FHS e LH (rischi amenorroici), inibizione di GH e IGF-1 (inibizione dell’azione lipolitica e di sintesi proteica)

9) metabolismo gastro-enterico: aumento della secrezione di acido cloridrico (su azione della gastrina) con conseguente rischio di infiammazioni gastro-intestinali (reflusso, ernia itale, ulcere, colon irritabile..)

10) Sistema nervoso: reprime la stimolazione del GnRH e del GH, stimola l’appetito, ma in cronico può ridurlo. Inoltre inibisce le fasi REM del sonno (di solito in fase di stress cronico si dorme peggio).

Come avete potuto capire, le azioni del cortisolo NEL BREVE PERIODO sono tutte positive! Senza il cortisolo non riusciremmo a contrastare gli avvenimenti che ci accadono quotidianamente ed è grazie al cortisolo se ci adattiamo ed ampliamo le mappe nella nostra corteccia cerebrale. Il problema è da riscontrarsi in stadi CRONICI e non acuti di cortisolemia.

INTEGRAZIONE

L’integrazione di adattogeni può risultare interessante in situazioni di stress continuo. Uno fra tutti la fosfatidilserina, fosfolipide di membrana che protegge dalle azioni pro-ossidanti che colpiscono la cellula. I danneggiamenti della membrana citoplasmatica sotto azione stressogena sono una delle maggiori cause di lisi cellulare. Una sua supplementazione aiuta nel contrastare radicali liberi e a ricomporre la matrice lipidica della membrana. Non solo protezione, ma la fosfatidilserina permette una più efficace comunicazione con le cellule nervose per garantire una più ampia connessione neuro-muscolare.Preferibile una sua assunzione lontana dal workout per promuovere gli effetti positivi dell’allenamento sul sistema immunitario e muscolo-scheletrico (nel pasto prima dell’allenamento solo in situazioni di forte stress come lavoro notturno pre-workout). Posologia di 200-300 mg sembrerebbe un dosaggio accettabile, anche se in situazioni di forti stress i dosaggi possono raggiungere valori doppi o tripli (preferibilmente suddivisa equamente durante i pasti).